Presso il Centro Ispettoriale di Catania si è svolta ieri, 2 giugno, la tradizionale Assemblea Ispettoriale, momento denso di ascolto, discernimento e fraternità, che ha visto riuniti i Salesiani della Sicilia insieme ai laici responsabili delle opere a conduzione laicale.
Il richiamo al Capitolo Generale 29
In apertura, l’Ispettore don Domenico Saraniti ha consegnato ai confratelli i nuclei portanti del Capitolo Generale 29, tracciando alcune linee di governo e rilanciando una visione chiara e fiduciosa per il nuovo anno educativo-pastorale.
Dopo la relazione, sono stati ricordati con gratitudine e affetto i giubilei sacerdotali e religiosi, segni viventi di una fedeltà che continua a parlare al cuore delle nuove generazioni. Inoltre, l’ispettore ha ringraziato di cuore don Franco di Natale, che conclude il servizio di vicario, e don Marcello Mazzeo che conclude il servizio di economo ispettoriale.
Salesiani: chiamati a un presenza audace e generativa
A seguire, la Celebrazione Eucaristica, nella Chiesa dell’Istituto San Francesco di Sales. Nell’omelia, l’ispettore ha esortato i presenti dicendo che il Signore non si stanca di scommettere sull’uomo e noi siamo chiamati ad una presenza audace e generativa, non timorosa né ripiegata su sé stessa. A suggello della riflessione, la citazione di sant’Agostino: «Noi parliamo – diceva -, gettiamo il seme, spargiamo il seme. Ci sono quelli che disprezzano, quelli che rimproverano, quelli che irridono. Se noi temiamo costoro, non abbiamo più nulla da seminare e il giorno della mietitura resteremo senza raccolto. Perciò venga il seme della terra buona» (Discorsi sulla disciplina cristiana, 13,14: PL 40, 677-678».
Una parola che interpella, illumina e incoraggia il cammino delle comunità salesiane di Sicilia. Il pranzo comunitario ha prolungato in modo caloroso e spontaneo il clima di fraternità. Nel pomeriggio, don Alberto Anzalone ha presentato le prospettive delle attività della Pastorale Giovanile ispettoriale.
Una giornata intensa e feconda, che ha ridato respiro al cammino comune, ravvivando la passione educativa e riaccendendo – in chiave pienamente salesiana – l’attesa operosa del futuro. Un futuro che, come sempre, ha il volto, la voce e il cuore dei e per i giovani.