Tutto è pronto per l’avvio dell’anno pastorale dei Salesiani di Sicilia. Il 30 e 31 agosto, infatti, l’Ispettoria si ritroverà per una due giorni di confronto, riflessione e programmazione, con l’obiettivo di gettare le basi del nuovo anno 2025-2026.
In comunione con l’Italia Salesiana, anche quest’anno il cammino sarà segnato dalla riscoperta delle virtù teologali. Dopo l’approfondimento sulla speranza, il tema scelto per il nuovo anno sarà “Saldi nella fede”, richiamando la centralità della fede come luce che orienta il cammino e fondamento della missione salesiana.
«Due sono i sentieri che attraversano il percorso di quest’anno pastorale» – spiega don Domenico Saraniti – «il primo riguarda la consapevolezza che la fede salva, rialza e invia; il secondo è quello dell’accompagnamento».
Nella sua lettera di convocazione, l’Ispettore ha sottolineato come la sfida di quest’anno consista nel rafforzare l’educazione alla fede dentro l’orizzonte ampio e integrale della crescita umana e spirituale. Allo stesso tempo, ogni salesiano è chiamato a vivere la propria missione come educatore e pastore, accompagnando i giovani e i laici nei cammini quotidiani.
Il programma prevede due momenti distinti:
• sabato 30 agosto: incontro riservato ai Direttori delle Case Salesiane e ai responsabili delle opere a gestione laicale, con spazi di dialogo e confronto sulle principali questioni della vita ispettoriale.
• domenica 31 agosto: presso il Centro Ispettoriale si terrà l’apertura ufficiale dell’anno pastorale, alla presenza di salesiani e laici che condividono la missione educativa. La giornata si aprirà con una sessione formativa guidata dall’Ispettore sul tema “L’educazione alla fede dei giovani”. Seguirà la presentazione della proposta pastorale 2025-2026 con i vari settori di animazione della Sicilia Salesiana.
A conclusione dell’incontro, è previsto l’insediamento del nuovo Vicario ispettoriale, don Gianni Lo Grande, che assumerà anche l’incarico di direttore della comunità del Centro Ispettoriale.
Un inizio che vuole essere segno di comunione, corresponsabilità e rinnovata passione educativa, perché la fede diventi sempre più esperienza viva e condivisa al servizio dei giovani.
Pierpaolo Galota