Le case salesiane di Modica e Ragusa si avviano verso una nuova fase di comunione e progettazione congiunta, in risposta concreta alla Delibera n. 20 del CG29, che invita le comunità educative a essere espressione viva della spiritualità salesiana, con un nucleo animatore che si riconosce nella missione ecclesiale e nel carisma di Don Bosco.
Da quest’anno, la casa di Modica si unirà operativamente alla comunità di Ragusa, con una guida condivisa: sarà infatti il Direttore di Ragusa, don Enrico Frusteri, a prendersi cura di entrambe le CEP, coordinando la progettazione pastorale e sociale e garantendo un cammino condiviso tra le due realtà. Il nucleo animatore di Modica opererà localmente, attraverso il Consiglio della CEP, in costante confronto con la comunità religiosa ragusana, a cui è canonicamente legato.
Lo scorso 11 giugno è stato presentato ufficialmente da Don Domenico Saraniti, Ispettore dei Salesiani di Sicilia, il nuovo progetto pastorale. “Abbiamo voluto raccogliere l’invito del Capitolo Generale a camminare insieme come una famiglia: salesiani, famiglia salesiana, laici con e per i giovani. L’unione tra Modica e Ragusa è un modo per potenziare la missione attraverso una visione più ampia, dove le risorse si condividono, si valorizzano, si moltiplicano.”
Una CEP viva, dinamica, formativa
Nello spirito della Delibera 20, la Comunità Educativa Pastorale è chiamata a diventare sempre più una comunità formativa, capace di rinnovarsi continuamente, di aprirsi alla missione, di evitare autoreferenzialità e staticità. “Una comunità che non si forma è una comunità ferma. E una comunità che si chiude su se stessa smette di essere generativa”, ha ribadito don Domenico Saraniti. “Occorre convertire le relazioni, perché la comunione nasca dalla fiducia reciproca e da una autentica passione educativa ed evangelizzatrice” ha sottolineato ancora l’ispettore.
In quest’ottica, viene confermato il valore della formazione congiunta tra salesiani, laici e giovani. Un percorso che crea identità, rafforza l’adesione alla missione e rende le comunità vivaci, attraenti, missionarie.
“Il direttore non avrà il compito di un settore particolare, all’oratorio si inserirà un confratello che ne curerà l’animazione. Il consiglio della CEP di entrambe le realtà sarà nominato dall’Ispettore, su parere del direttore e del suo consiglio. Durante la visita Ispettoriale e le relative convocazioni, assemblee, formazione congiunta parteciperà unanimamente” ha rimarcato ancora don Domenico presentando il nuovo progetto pastorale.
Verso una missione condivisa
Il nuovo assetto prevede un nuovo cammino per essere sempre più fermento nel territorio. Il cammino delle due comunità educative pastorali sarà accompagnato da don Alberto Anzalone delegato di Pastorale Giovanile, a lui il compito di garantire una crescita armonica e condivisa.
“Per costruire insieme la Sicilia salesiana”, ha detto don Domenico Saraniti, “occorre una nuova primavera dello Spirito che ci renda capaci di ascolto, discernimento e fecondità generativa. Insieme, come una sola famiglia, possiamo affrontare le sfide educative e spirituali di oggi.”
Una comunità che si fa Chiesa
Nel corso dell’incontro con le due comunità, anche don Alberto Anzalone ha richiamato il valore delle Costituzioni Salesiane (art. 47), che sottolineano il ruolo della CEP come realtà in cui “tutti sono coinvolti” e dove, in un clima di famiglia, si lavora per garantire continuità e fedeltà alla missione.
“Il nucleo animatore è il cuore pulsante della comunità”, ha detto don Alberto. “Un gruppo di persone che si riconoscono nella spiritualità salesiana e che coordinano e animano tutta l’opera”.
“Ciò che ci lega è l’amore per i giovani e il desiderio di educarli alla luce del Vangelo. Don Bosco ci ha lasciato una famiglia, non un’organizzazione. E noi vogliamo continuare a costruirla, giorno dopo giorno, con passione, ascolto e corresponsabilità” ha concluso l’Ispettore.
Pierpaolo Galota