Per la 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana, il palco del Festival di Sanremo torna a essere molto più di una gara: è uno specchio emotivo del Paese.
Tra grandi ritorni, debutti attesi e collaborazioni inedite, le canzoni in gara attraversano amori che finiscono e che resistono, ferite che insegnano, ironie sociali, nostalgia, desiderio di riscatto e bisogno di presenza vera in un tempo sempre più digitale.
C’è chi canta la memoria e le radici, chi denuncia con sarcasmo, chi balla per non affondare e chi si mette a nudo senza filtri. Pop, rap, ballad, urban, rock: generi diversi per un’unica grande narrazione collettiva, dove ogni artista prova a trasformare la propria storia in qualcosa di universale.
Ecco le pagelle: voti, riflessioni e parole che provano ad andare oltre il ritornello, per leggere dentro ogni brano il battito che lo sostiene curate da don Stefano Cortesiano, salesiano e da Gianluca Vanella giovane dell’Oratorio Salesiano di Marsala.
Arisa – Magica favola: “il passato diventa presente, la bambina ritorna innocente“
Torna Arisa con la sua voce inconfondibile e diciamocelo potrebbe anche cantare l’elenco telefonico e comunque ne resteremo incantati. Si presenta al Festival 2026 con un brano dal sapore personale in cui racconta un la sua storia, le occasioni mancate, le telefonate che non può più fare; i primi amori e l’età cheavanza; “che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre”. Arisa in questa canzone fa un qualcosa di essenziale che molte volte sfugge a noi, soprattutto ai più giovani, si guarda indietro, in termini di accompagnamento la chiameremo “ auto-biografia” per affrontare luci e ombre che l’hanno segnata nel corso della vita. Questo è un lavoro essenziale per riuscire a scorgere dentro di sé passaggi fondamentali a cui ogni tanto non diamo la giusta importanza, passaggio fondamentale che però non può essere fatto da solo ma accompagnato da qualcuno che aiuti a trasformare i passi ingarbugliati della propria vita in acquedotti capaci di portare acqua e dunque vita
Voto – Es 10, 2 “perché tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio e del figlio di tuo figlio come mi sono preso gioco degli Egiziani e i segni che ho compiuti in mezzo a loro: così saprete che io sono il Signore!” Solo dando una rilettura vera, autentica onesta alla nostra vita potremmo sapere chi è il Signore e quando è passato nella mia vita
Bambole di Pezza – Resta con me: “Tu resta con me Anche se tutto questo ci cambierà”
Prima partecipazione a Sanremo per la Band tutta al femminile; portano il pop rock al Festival dando un po’ di movimento ad un Sanremo che ogni tanto necessita di una bella scossa elettrica per ravvivarsi. Le artiste portano una richiesta chiara: “Resta con me”; in tempi difficili, in tempi in cui bisogna fare i conti con i cambiamenti nostri e di chi ci sta intorno, abbiamo bisogno di chi resta, di chi ostinatamente non ci abbandona; perché ormai lo sappiamo, solo chi ama resta; per coniugarlo in un modo già conosciuto potremmo dire: restare: voce del verbo amare. Che bello poter fare affidamento su chi c’è, anche quando si è “appesi ad un filo” anche quando “questo posto sembra tutta una follia”, la presenza di chi ama è l’arma pià forte contro “questi tempi di odio”
Voto – Est 4,17l “«Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta». Nessuno in questa terra è orfano, davvero il Signore si fa presente nella nostra vita e non solo a parole, ma nella Parola e nei Sacramenti, facciamo nostra questa preghiera: “Signore, resta con me”; ma allo stesso tempo è il Buon Dio stesso che dice a noi “Resta con Me”
Chiello – Ti penso sempre: “E non è rimasto niente, Solo una scheggia di noi due”
Chiello porta una ballata sostenuta che racconta la fine di una storia. Che brutto quando in una storia non si può dire altro che “non è rimasto niente”; è vero che una storia che finisce è sempre un dispiacere; ma come diceva don Fabio Rosini: “il miglior fidanzamento non è quello che finisce nel matrimonio ma nella verità”. La verità in una relazione diventa fondamentale anche quando finisce; perché se in un rapporto doniamo parte di noi stessi, e generalmente la parte migliore, ci sarà sempre un qualcosa che rimane dell’altro che ci ha fatto crescere, che ci ha fatto del bene; una parte da custodire perché ha rivelato qualcosa di noi che non conoscevamo. E allora è impossibile dimenticarsi delle relazioni, quelle vere, quelle importanti, anche se
finiscono, anche quando “Pensi sia stato uno sbaglio”; no Chiello mi dispiace non può non rimanere niente; qualcosa rimane, anzi alle volte più di qualcosa ecco perché non facciamo che “pensarci sempre”
Voto – Is 49, 15: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai». No Il Buon Dio non ci dimenticherà mai, siamo costantemente nei suoi pensieri, e anche quando noi mi allontaniamo Lui non potrà mai disinnamorarsi di me
Dargen D’Amico – AI AI: “Che certe cose non puoi ancora farle con l’AI La pelle dà un effetto eccezionale”
Terza partecipazione al festival di Sanremo per Jacopo Matteo Luca D’Amico; si conferma come sempre una penna mai banale e sempre al passo con i tempi. Porta una ballata che richiama gli anni 70-80 per parlare dei tempi nostri e dell’Intelligenza Artificiale, una sorta di critica che pone l’attenzione sulla bellezza della presenza reale e non digitale; emblematica per me la frase: “piedi più belli delle scarpe” in cui si mette in evidenza come alle volte ci fermiamo ai piaceri del web (i piedi richiamano alle foto su OnlyFans) piuttosto che al cammino da fare l’uno accanto all’altro (le scarpe appunto). Perché diciamocelo, anche a furia di sembrare retorici, nessuna innovazione potrà mia sostituire la presenza; è vero il digitale è diventato una confort-zone dove mi sembra di poter dire tutto e non essere scalfito, ma sappiamo che è proprio il dolore alle volte a farci crescere, il dolore che viviamo sulla nostra pelle, “Mi ha fatto molto male, Ma mi è piaciuto molto”, emblematica anche, in questi tempi, la frase “A me mi ha rovinato la rete Altrimenti avrei fatto il prete” la deriva contraria di certi preti influencer che invece si sono fatti rovinare dalla rete.
Voto – 1 Cor 11, 23-25 “il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me»”. Gesù si fa Presenza reale nel pane e nel vino, una Presenza che supera le distanze e le barriere e che viene ad abitare in mezzo a noi
Ditonellapiaga – Che fastidio: “E il politico italiano (Che fastidio)”
Primo debutto in singolo per la cantante Ditonellapiaga che in precedenza aveva partecipato con Donatella Rettore, quest’anno porta una canzone con un ritmo che ti coinvolge subito, parlando in maniera quasi superficiale di tutto ciò che dà fastidio. Peccato però che le persone a mio avviso si soffermeranno di più sul groove che sul testo.
Voto – Ec-3:1: “Ogni cosa ha il suo momento.”
Eddie Brock – Avvoltoi: “Dicono sempre di essere eroi, ma ti girano intorno come avvoltoi”
Nuovo esordio a Sanremo per il ventottenne romano Eddie Brock che dopo aver spopolato sui social con la sua “Non è mica te“ esordisce subito al festival più famoso d’Italia. Si presenta con una canzone nel pieno del suo stile che parla di un amore non corrisposto e complicato usando la metafora degli avvoltoi per descrivere tutti quegli uomini che si avvicinano alla persona amata, non per amarla davvero. Quindi bisogna ricordarsi che non bisogna dare il cuore a chi si nutre delle tue ferite, ma chi ti ama davvero e ti protegge.
Voto – Sal 10U:22: “Il mio cuore è ferito in mezzo a me… Ma io confido in te.”
Elettra Lamborghini – Voilà: “E allora viva viva viva la Carrà, ballare e poi finire giù per terra”
Secondo debutto per la cantante che si presenta con una classica canzone alla Lamborghini piena di ritmi incalzanti che ti rimangono in testa dal primo ascolto, infatti è uno dei brani di Sanremo più passati in radio al momento. La canzone “Voilà” racconta serate piene di divertimento, passione e leggerezza, tra balli, risate, piccoli screzi e momenti di complicità. È un brano che celebra il piacere di stare insieme e di vivere il presente senza pensieri, con un’atmosfera di festa che invita a muoversi, divertirsi e lasciarsi trasportare dall’energia del momento.
Voto – Ec-3:4: “C’è un tempo per ridere… e un tempo per danzare.”
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare: “questa mania che devi andare solo bene”
Si presenta il cantautore Livornese con una canzone delicata e forte allo stesso tempo. Lui mi sembra molto me quando andando alle elementari e incapace di disegnare la mia maestra mi metteva in pagella Buono dicendo sempre a mia madre “signora è un buono che vale distinto per quanto s’impegna”. Ecco Nigiotti mi sembra ogni tanto rinchiuso in questo limbo in cui sembra voler esplodere e poi si ritira. La canzone è intensa c’è poco da dire, parla di opportunità, parla della capacità di accettare le cadute per risalire “forse i sogni non finiscono dove comincia la realtà E c’è bisogno di dolore per un po’ di felicità”; lo dicevamo anche in un’altra canzone, il dolore serve, serve a rinascere a risorgere dalle proprie ceneri; ma il bravo Nigiotti ci ricorda che anche nelle difficoltà, anche nel dolore la presenza di persone amiche è fondamentale per tutte le volte che le nostre ali si sciolgono al sole: “Meno male siete qui ogni volta che non so”, quando le situazioni ci ricordano che non sappiamo volare ci penseranno gli amici a farci spiccare il volo
Voto – Mc 2, 4-5: “Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico.5Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati»” Sono gli amici che ci permettono di rialzarci, è la fede degli amici che salva il paralitico che può alzarsi da quel dolore e riprendere a camminare.
Ermal Meta – Stella stellina: “Non ci sei più tu, ho trovato la tua bambola, mi è sembrato di vederti ancora”
Secondo di debutto per il cantante Ermal Meta che nel 2017 si era posizionato al terzo posto in coppia con Fabrizio Moro presentando “Non mi avete fatto niente” quest’anno si presenta con una canzone che sembra molto innocente in sé, però poi se si legge con calma il testo e attentamente…La canzone “Stella stellina” di Ermal Meta prende spunto dall’immagine rassicurante di una ninna nanna, tipica delle filastrocche per bambini, ma ne capovolge il significato trasformandola in un racconto intenso e doloroso. Il brano è dedicato all’innocenza spezzata di una bambina palestinese senza nome, travolta dalle conseguenze della guerra. La vicenda è narrata dal punto di vista di chi si ritrova con una bambola tra le mani e si confronta con l’impotenza di non essere riuscito a proteggere chi ama.
Voto – Mat 2:18: “Un grido si è udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli.”
Fedez & Marco Masini – Male necessario: “Ora non ho più bisogno di scappare io e ringrazierò il passato”
I grandi favoriti alla viglia di Sanremo, la coppia artistica ha già dimostrato l’anno scorso nella serata dei duetti che s’incastrano bene tra parte melodica (Masini) e parte rappata (Fedez). Si confermano anche quest’anno portando una canzone dai ritmi intensi, una specie di lettera a se stessi ma anche ai figli degli artisti. Mai come quest’anno a Sanremo sta passando il messaggio del sapersi rialzare quando si tocca il fondo di come anche il dolore sia necessario e il due Masini-Fedez lo cantano senza grandi giri di parole; “Anche nel buio si impara a vedere, in fondo a tutto il male necessario”, forse ne abbiamo bisogno, in un mondo che c’invita ad essere sempre al top di mostrare sempre e solo la parte bella sui social, ricordarci che “non abbiamo più bisogno di scappare” perché ogni realtà ignorata prepara la sua vendetta. Attenzione però questo non giustifica il male, non lo autorizza a diffondersi; ma ci ricorda che anche dal male è possibile trarre cose buone
Voto – Gb 19, 25: “Ma io so che il mio Redentore vive e che alla fine si alzerà sulla polvere”. Ecco di fronte al male del mondo, di fronte alle scelte di peccato il Buon Dio ci ricorda che il male non potrà mai essere fine a se stesso, ma Lui stesso si alzerà sulla polvere e questo è chiaro nella vita di Cristo, in particolare quando Lui stesso viene innalzato sulla croce, strumento di morte che diviene, per mezzo Suo, strumento di redenzione
Francesco Renga – Il meglio di me: “Fra tutti i miei dettagli sei Tu il meglio di me”
Undicesima partecipazione di Francesco Renga al Festival di Sanremo tra cui come non dimenticare quella del 2005 dove ne fu vincitore con Angelo. Quest’anno Francesco Renga propone una ballata in cui cerca di fare un bilancio tra quello che è stato il meglio e il peggio di se stesso, chiede perdono per quando ha mancato il bersaglio “Perdona il peggio di me, il peggio di me, il peggio di me lascialo in macchina” e prendendo sempre più consapevolezza che non è più tempo di scappare. Insomma Renga con la sua canzone ci mette davanti le nostre scelte, quando abbiamo fatto il bene e quando invece, alle volte inconsapevolmente, abbiamo scelto male; ma errori e gioia appartengono a chi ha il coraggio di scegliere, a chi decide di uscire allo scoperto, è vero che si sbagli ma lo fa solo chi ci prova.
Voto – Ap 3, 15-16 “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca” Non è sicuramente un Dio che se ne sta in silenzio, ma è un Dio dell’azione, un dio che a sua volta ci chiede di agire; senza paura di risultare freddi perché Lui stesso quelli che ama li rimprovera e le educa; lasciamoci educare da Dio, usciamo dal nostro guscio
Fulminacci – Stupida sfortuna: “Vorrei raggiungerti ma qui c’è troppa notte e poca luna e lo sai”
Seconda partecipazione per il cantautore romano che ci propone una canzone dal sapore malinconico; la storia di chi vuole riconquistare qualcuno che ha perso e che adesso si rende conto dei suoi sbagli e che invoca l’aiuto della persona persa: “Vienimi a prendere sto in mezzo a una strada”. È interessante la conclusione di tutta la canzone in cui il cantante dice: “stupida sfortuna, starò più attento”; due le cose che mi colpiscono, la prima è come quando ci rendiamo conto dei nostri sbagli tendiamo a dare la colpa ad altri eventi che non dipendono da noi; il cantante sembra prendersela con la sfortuna come se fosse stata questa la causa di tutto; ma ancora più interessante è la seconda parte della frase finale: “starò più attento”, perché sbagliare è umano ma dai nostri sbagli possiamo imparare, possiamo farne tesoro e custodirli per le relazioni che verranno dopo; stare attenti è sinonimo di chi davvero vuole crescere, di chi davvero vuole dare la parte migliore di sé, mi preoccupa chi rimane sempre lo stesso
Voto – 2 Sam 12,13: “Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai”. Davide viene messo, grazie al profeta Natan, davanti al suo peccato; e Davide finalmente capisce la gravità di ciò che ha compiuto; fortuna per lui, e anche per noi, che Dio prima di essere giudice è Misericordia
J-Ax – Italia Starter Pack: “’Sto Paese lo capisci da un cantiere”
Seconda partecipazione per il cantautore J-Ax, “Italia Starter Pack” è una fotografia ironica e satirica della società italiana contemporanea: J-Ax usa il concetto di “starter pack” per descrivere gli atteggiamenti, i cliché, i vizi e le contraddizioni tipiche dell’Italia e degli italiani. Questa canzone ci incentiva a provare a “distruggere” questi luoghi comuni che ci vedono come soggetti principali.
Voto – Ro-12:2: “Non conformatevi a questo mondo.”
Lda & Aka7even – Poesia clandestina: “Bella da farmi mancare l’aria, tu sei Napoli sotterranea”
Primo debutto come gruppo per il figlio d’arte Luca D’Alessio e Aka7even, entrambi usciti dal programma “Amici” però in anni diversi, entrambi avevano partecipato precedentemente al festival però da solisti.
Esordiscono con una canzone molto movimentata che caratterizza al pieno il loro genere.La loro canzone parla di un amore intenso ma in qualche modo passeggero. E omaggia anche Napoli: “Bella da farmi mancare l’aria, tu sei Napoli sotterranea”
Voto – So-3:17: “Ti rinnoverò con il mio amore, esulterò per te con grida di gioia.”
Leo Gassmann – Naturale: “Avremo ancora voglia di spaccarci il cuore a metà”
La canzone racconta un amore che non si spezza del tutto: una relazione fatta di incontri, distacchi e ritorni, dove la tenerezza convive con il dolore “Non so fare le valigie e lei vuole partire”. È un brano che mette al centro la fragilità dei sentimenti, l’incapacità di trattenere ciò che si ama e, allo stesso tempo, la speranza che qualcosa possa ancora rinascere “Ma la verità è che fare la pace alla fine è più naturale”; anche nell’abbandono il giovane Leo canta la possibilità di un nuovo equilibrio, di un ritorno. Non bisogna mai chiudere le porte perché è nell’uomo l’insito bisogno di fare la pace
Voto – Os 11,8: “Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione”. Nel capitolo 11 Osea ci presenta un Dio ferito, un Dio che si accorge dei tanti peccati di Israele ma che continua in un Amore che resiste nonostante tutto
Levante – Sei tu: “Se l’amore sei tu ma ho già perso il controllo”
Levante ci racconta un amore che disarma, che fa perdere i punti di riferimento ma allo stesso tempo rivela la parte più vera di sé. È un invito a riconoscere che l’amore autentico non è controllo, ma abbandono fiducioso, un lasciarsi attraversare. È bello vedere come l’amore quando è forte ti prende davvero interamente, non solo concettualmente ma anche tutto il corpo partecipa a questo sentimento “Ah, non mi sento le gambe. Ah, dove sono le braccia?”; è una danza che ci coinvolge totalmente perché tutto di noi vuole esprimere ciò che prova e ciò che sente dentro
Voto – 2 Sam 6,14: “Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore”. La parola “entusiasmo” deriva dal greco en-theos, “avere Dio dentro”. La danza di Davide è l’esplosione visibile di questa condizione; l’amore si rende visibile anche nei nostri gesti.
Luchè – Labirinto: “Non dormirò più tra le braccia tue, in questo labirinto siamo in due”
Primo esordio per uno dei cantanti napoletani più amati dai giovani ovvero: Luchè. Porta una canzone nel pieno del genere per cui è conosciuto ovvero il Rap Quèb, La canzone “Labirinto” utilizza la figura del labirinto come simbolo della complessità emotiva che nasce da una relazione andata in crisi. Il brano racconta un amore attraversato da incomprensioni, orgoglio e silenzi pesanti, in cui i due protagonisti si muovono tra dubbi e sentimenti contrastanti. Si sentono bloccati dentro ciò che provano: non riescono a stare davvero insieme, ma allo stesso tempo non trovano la forza di separarsi del tutto. La canzone invita a riflettere sul fatto che orgoglio, incomunicabilità e insicurezze personali possono trasformare l’amore in un percorso tortuoso, dove a volte non si sa se andare avanti o lasciar andare.
Voto – Ec-3:5: “C’è un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.”
Malika Ayane – Animali notturni: “E guardare l’alba come fosse la prima”
Sesto debutto per la fantastica Malika Ayane che porta una canzone con il ritmo che scorre come un fiume in piena. Malika parla di un amore reale e profondo, vissuto con intensità e complicità, che resiste alle difficoltà e agli sguardi esterni, come due “creature della notte” che si ritrovano e si scelgono continuamente. Questo ci invita ad andare avanti e sconfiggere tutti le insidie esterne.
Voto – CC-8:7: “Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo.”
Mara Sattei – Le cose che non sai di me: “La voce tua nei giorni tristi guarisce il mio disordine”
Dopo “Duemilaminuti” Mara Sattei si presenta con “Le cose che non sai di me”, canzone che parla di un amore vero e profondo che porta luce anche nei momenti difficili, una ballata romantica e delicata nel pieno del suo stile. Tutti diciamo di aver bisogno di un amore come questo, ecco…dobbiamo ricordarci che nella nostra vita c’è da sempre qualcuno che guarisce il nostro disordine con la sua voce nei giorni tristi.
Voto – 1Co-13:8: “L’amore non viene mai meno.”
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta: “È più facile perdonarci, se tieni a mente siamo tutti debuttanti”
Al loro debutto la coppia presenta un brano che unisce leggerezza pop. Il cuore del pezzo è l’idea che la felicità non sia un premio da conquistare, né una gara, ma un diritto umano, qualcosa che appartiene a tutti e che spesso ci viene sottratto da aspettative irrealistiche e pressioni sociali “La colpa non è nostra, non sono i nostri errori”. Maria Antonietta e Colombre ci spingono a riprendersi la felicità senza chiedere il permesso, ricordandoci che la felicità non è un “avere” ma è autentica anche quando è imperfetta, un gesto di resistenza contro un mondo che ci vuole perfetti ma tristi
Voto – Mt 5,3: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli”. Matteo nel discorso delle Beatitudini ci ricorda che la felicità evangelica nasce da un accettare le proprie povertà, le proprie debolezze, perché è proprio quando sono debole che sono forte.
Michele Bravi – Prima o poi: “E in fondo ancora ci spero”
Terzo debutto per il giovane perugino Michele Bravi, porta una canzone classica del suo stile con variazioni di melodie molto concordanti con il testo, nella sua canzone parla di un amore indimenticabile che gli ha provocato delle ferite, però questo tipo di ferite sono quelle che ci aiutano di più a crescere e cosa ancora più importante creano dei ricordi indimenticabili. “A scorrere le foto fino all’infinito e ridere da solo, pensa tu che scemo”
Voto – Sal-147:3: “Egli guarisce chi ha il cuore spezzato e fascia le loro piaghe.”
Nayt – Prima che: “La realtà non si vede finché tu non mi vedi”
Nayt, rapper noto per una scrittura introspettiva e molto curata porta un invito a guardarsi negli occhi prima che le sovrastrutture, le paure e i ruoli sociali ci rendano irraggiungibili; Nayt porta una canzone che parla del desiderio di mostrarsi davvero all’altro, senza filtri né difese “Finché io non ti vedo, finché tu non ci vedi me”. C’è un desiderio d’incontrarsi davvero, di riconoscersi nella vita reale e non nei social “Prima che tu faccia un post prima che controlli i like prima che tu dia potere agli altri”; c’è un prima nelle relazioni, un conoscersi senza pretese; un andare prima degli orpelli; le relazioni che sopravvivono solo quelle che vanno oltre proprio le sovrastrutture che poi costruiamo sperando che l’altro riesca sempre a vederci nonostante tutto
Voto – 1 Cor 13,12: “Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo faccia a faccia”. Paolo parla del desiderio di un incontro senza filtri, “faccia a faccia”, dove non ci si nasconde più, dove non ci saranno sovrastrutture.
Patty Pravo – Opera: “Siamo santi e peccatori”
E cco l’undicesima apparizione di una delle storiche cantanti nel mondo della canzone italiana: Patty Pravo. La canzone che porta è una celebrazione dell’arte come unica via di fuga dalla banalità del quotidiano. Non è un classico brano pop, ma un incrocio tra melodia italiana e melodie orchestrali. In più ci ricorda che siamo “Naviganti e sognatori” e anche se ci saranno emozioni che cambieranno dobbiamo essere sempre saldi al proprio obiettivo.
Voto – Gen-3:21: “Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelle e li vestì.”
Raf – Ora e per sempre: “Ci sarai anche se mai più ti rivedrò, sei nell’anima e lì ti cercherò,quando mi mancherai”
Ecco un debutto di uno dei cantanti storici della musica italiana: Raf, con la sua canzone ha già fatto il “boom” delle radio, molti l’hanno definita una vera e proprio dichiarazione d’amore, lui infatti scrive questa canzone alla moglie affetta da una rara malattia. Lui si presenta con una classica ballad, piena di melodia. Grazie a tutto questo bilanciamento ti arriva dentro.
Voto – CC-8:C: “L’amore è forte come la morte.”
Sal Da Vinci – Per sempre sì: “Saremo io e te da qui sarà per sempre sì!
Seconda partecipazione di Sal Da Vince che dopo il terzo posto del 2009 torna con una dichiarazione d’amore che richiama quello sponsale di una promessa in cui entrambi si dicono si. L’amore non è solo un’emozione che ci sconvolge l’esistenza ma, se destinato a maturare, deve diventare necessariamente una scelta “Con la mano sul petto, Io te lo prometto davanti a Dio”. Una scelta che implica appunto un esserci, un restare anche quando le cose non vanno, anche quando manca il vino nella nostra vita; perché l’amore è scelta, se non ci porta fare delle scelte risulta vano e infantile
Voto – Ct 6,8: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore”. L’amore vero diviene sigilli che neanche le grandi acque possono spegnere, che nulla potrà mai cancellare; quante volte lo confondiamo con altro sbagliando il suo nome; l’amore sceglie e fa scegliere ecco perché Dio è amore.
Samuray Jay – OSSESSIONE: “Come un’ossessione stanotte ritorni qui”
Primo esordio per il giovane Samuray che esordisce al festival con una canzone che come soggetto ha l’ossessione, che non è verso una persona, ma verso il bisogno continuo di emozioni forti non amore ma perlopiù adrenalina. Ha ritmo incalzante e ballabile, con sonorità urban e latine che rendono il brano immediato e radiofonico. La canzone mostra quanto un sentimento troppo intenso possa diventare quasi una dipendenza.
Quando il desiderio diventa “ossessione”, si perde equilibrio e lucidità.
Voto – 1Co-10:23: “Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica.”
Sayf – Tu mi piaci tanto: “Ho fatto una canzonetta, spero che non vi spaventi”
Sayf con uno stile originale e simpatico decide di raccontare l’Italia oggi mascherando il tutto con una canzone che sembra alludere ad una manifestazione d’amore. Il cantante riesce con spirito critico ad unire una dichiarazione d’affetto per questo paese ma allo stesso tempo esponendo anche i suoi problemi e i suoi drammi “L’Emilia che si allaga e la Liguria pure e intanto che si ride”. Un’Italia in cui si ride, si ama, si esulta per Cannavaro ma che deve anche fare i conti con le proteste, le tasse e “le botte delle piazze” che ogni tanto si dimenticano. Insomma un italiano capace di descrivere bene ciò che lo circonda con autocritica ma anche ironia insomma in pieno stile italiano
Voto – Os 11,1,3: “Quando Israele era fanciullo, io l’ho amato e dall’Egitto ho chiamato mio figlio […] ma essi non compresero che avevo cura di loro”. Dio vede tutto ciò che non va, eppure continua a dire “mi piaci”, “non
ti mollo”, il popolo sbaglia, scappa, protesta, si perde; ma c’è qualcosa di più forte, un legame profondo, viscerale, che nasce dalla storia condivisa.
Serena Brancale – Qui con me: “In questo silenzio sento la tua voce”
Secondo debutto a Sanremo per la giovane pugliese Serena Brancale, che in confronto all’anno scorso si presenta con una canzone struggente che entra dentro di noi e ci distrugge. Infatti lei l’ha definita una lettera a sua madre venuta a mancare poco tempo fa, torna al festival con una canzone con meno ritmo e più romanticismo.
Voto – Mat-5:4: “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.”
Tommaso Paradiso – I romantici: “Ma i romantici guardano il cielo e ci credono davvero”
Prima volta a Sanremo per Tommaso Paradiso che porta al Festival una canzone dedicata alla figlia e a tutti i romantici, cioè coloro che, per il cantante, credono ancora nei gesti semplici e nella tenerezza. Paradiso intreccia ricordi, paure e desideri “Non so come si fa, ti darò sempre un bacio prima di partire”, una canzone dedicata a chi si ferma a guardare il cielo, a chi non ha paura di sentire, a chi ama anche quando è difficile. In un mondo che corre, che si indurisce, Tommaso rivendica la bellezza di chi resta sensibile; allora c’invita a non perdere la capacità di stupirsi, di amare; un amore non debole ma per chi è capace di resistere, di crederci davvero
Voto – Sal 103,13: “Come un padre ha pietà dei suoi figli, così il Signore ha pietà di quanti lo temono”. È un amore che non è gelido, non è distante, ma tenero, compassionevole, capace di ricominciare, un modello di amore che cura e non ferisce.
Tredici Pietro – Uomo che cade: “E faccio un’altra figuraccia, come un bambino scivolato in una piazza”
Esordio per il figlio d’arte Pietro Morandi che si presenta a Sanremo sotto le vesti di Tredici Pietro che porta una canzone sulla riflessione personale, insicurezze e paura di fallire. “Ma di me non ho rispetto” bisogna ricordare che si deve avere in primis rispetto per se stessi per stare bene sia con se stessi che con gli altri. Lui nasce come un trapper ma al festival si presenta con una canzone pop elettronico.
Voto – Mat-22:3U: “Ama il tuo prossimo come te stesso.”

