Nei giorni scorsi, l’Ispettore don Domenico Saraniti ha comunicato alcuni avvicendamenti per l’anno pastorale 2025-2026. Nell’occasione ha anche reso noti gli insediamenti dei nuovi direttori delle case salesiane di Sicilia, che prenderanno avvio già in questi giorni.
Il 19 luglio sarà don Giovanni D’Andrea ad essere insediato come direttore della Casa di Catania Barriera. Seguirà, il 26 luglio, l’insediamento di don Salvo Bartolo come nuovo direttore di Pedara. Il giorno di San Lorenzo, il 10 agosto, assumerà l’incarico quale nuovo direttore di Alcamo, don Aldo Ballistreri. Il 24 agosto sarà la volta di don Enrico Frusteri Chiacchiera, nuovo direttore di Ragusa.
Martedì 26 agosto, don Pippo Fallico inizierà il suo servizio quale nuovo direttore di Gela. Gli ultimi due insediamenti saranno il 29 agosto, con don Franco Di Natale quale direttore di Catania Salette, e il 31 agosto, a conclusione dell’Assemblea della CEP, con l’insediamento del direttore del Centro Ispettoriale, don Gianni Lo Grande che assumerà anche l’ufficio di Vicario Ispettoriale. Lo stesso giorno don Pasquale Sanzo inizierà il servizio come Economo Ispettoriale.
Nei giorni scorsi, don Fabio Attard, Rettor Maggiore della Congregazione, insediando il nuovo direttore della comunità del Vaticano, ha offerto una breve riflessione sul significato della missione del direttore, evidenziando tre punti cardine:
Cristocentrismo – “Ogni comunità salesiana, grande o piccola, ha un potere straordinario di incidere sull’immaginario collettivo. La nostra testimonianza non è mai irrilevante, nemmeno nella semplicità della quotidianità” spiega don Fabio.
Relazione con Gesù – “Il nostro lavoro deve essere radicato in una relazione profonda con Cristo. Senza questa relazione, rischiamo di trasformare il nostro impegno in una ricerca di riconoscimento personale. Il nostro operato deve scaturire dall’essere radicati in Lui” rimarca ancora don Fabio.
Infine Comunità come famiglia – “Le nostre comunità – conclude don Fabio – non sono solo gruppi di esperti o professionisti, ma devono essere famiglie. È questo che le persone, soprattutto i giovani, cercano nei Salesiani: la bellezza di relazioni autentiche e fraterne.” Il Rettor Maggiore ha inoltre ricordato che la comunità salesiana deve essere luogo di umanità e fraternità.
Anche don Domenico Saraniti, nella sua comunicazione sugli avvicendamenti, ha ricordato il valore dell’obbedienza, che per don Bosco era base e coronamento dell’edificio della santità.
Scrive infatti don Saraniti: “L’obbedienza ci ricorda che siamo mandati ai giovani: cuore della nostra vocazione salesiana. Accoglierla come una consegna ci colloca sulle frontiere più urgenti e rischiose del nostro tempo, dove siamo chiamati a rimanere, costi quel che costi. Sapersi e sentirsi responsabili dei giovani è così il segno indelebile di chi ha ricevuto una così grande ed entusiastica missione.”
Pierpaolo Galota